Kumo no Mukou, Yakusoku no Basho

Una fiaba. Una stupenda fiaba d’amore.
Ecco cosa ci concede il grande Makoto Shikai, già produttore (e quant’altro) di “Hoshi no koe”.
Una storia futuristica, sottilmente dosata in note di pianoforte e violino, e di sentimenti di tre protagonisti, uniti dall’amicizia e dall’amore.
Una storia bellissima, senza termine di paragone. Una storia che tratta la vita di due ragazzi e un ragazza, che vivevano in uno strano giappone, diviso tra nord e sud da una torre quantomai incomprensibile.
Una storia, si, ma forse anche qualcosa di più. Il desiderio dei due ragazzi di creare un’areoplano per raggiungere la torre (territorio militare) il loro interesse per la ragazza, le loro vite separate, il mondo e una nuova guerra.
Certo, si può distogliere un’attimo gli occhi dalla trama, e posarli sulla fattura grafica, allora dovrei dire “imparagonabile”, ai livellli di Ghost in the shell 2, ma molto più mescolata meglio con i toni dell’anime. Si potrebbe guardare la musica, tenue e mai indesiderata , ma anche lì sarebbe un trionfo.
E tra dei disegni quantomai inconsistenti, tra tonalità di blu e di arancione, scopriamo davvero, di adorare, questo piccolo show da un’ora e mezza, e scopriamo davvero come a volte ci sia gente capace di superare Satoshi Kon, Miyazaki e compagnia bella,
scopriamo davvero,
come Makoto Shikai meriti un semplice soprannome “GRANDE!”.
Animazione : 9 1/2
Audio : 8 1/2
Storia : 8
Character : 7
A.P. : 8 1/2
Voto Complessivo : 8
Andrea (sdl)

19. feb, 2006 









Autore
A me invece “Kumo no Mukou, Yakusoku no Basho” mi ha convinto meno. Mi ha posto avanti un’ambientazione complessa, di cui non spiega assolutamente nulla, concentrandosi sui protagonisti che vogliono far volare l’aereo, e lasciandomi con un grosso punto interrogativo del genere: “ma che sta succedendo qua?”
Penso anch’io che quest’opera sia sottotono rispetto alla precedente, ciononostante almeno a me è piaciuta molto, soprattutto il lavoro sui colori e sulle ambientazioni.
Andrea (sdl)
Una storia bella e delicata, onirica, a tratti nostalgica, in cui predominano le emozioni e i sentimenti sui semplici avvenimenti e fatti, che alla fine ne sono solo un contorno. Uno dei miei film d’animazione preferiti.