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Ergo Proxy

Ergo Proxy

Fantascienza post-apocalittica. Non ci viene detto cosa è successo (o forse non lo ricordo io), ma la terra è ridotta ad una landa devastata e desolata e gli uomini vivono in alcuni città-cupola per sfuggire al degrado ambientale. In una di esse, Romdou, inizia la storia.

C’è un problema a Romdou. Il virus “Cogito” infetta gli androidi e concede loro la capacità di agire al di fuori della loro programmazione. A ciò si aggiunge una serie di omicidi. Lil Mayer viene mandata a investigare su questo e, beh, diciamo che ne trova un altro problema più grave ancora, di cui non starò a parlare per non rovinarvi la trama 🙂 .

Da queste premessa parte un lungo viaggio di 23 episodi. 23 episodi caratterizzati da una vacuità globalizzata, l’assenza di luce e di vita la fanno da padrone. L’intero anime è dominato dai toni scuri. La stessa protagonista è perennemente vestita di nero e coperta da tonnellate di trucco sugli occhi, oltre ad essere di un taciturno allucinante. Sembra una versione femminile di Killy di “Blame!”, dotata però di una buona dose di carisma. L’ambientazione viene “umanizzata” dagli altri due protagonisti: Vincent Law, un immigrato invaghito di Lil, e Pino, un androide a forma di bambina (sì, l’anime è umanizzato da un androide. Preoccupante come cosa..). Inoltre, come da prerogativa dei buoni anime, gli eventi sviluppano la psicologia dei personaggi.

Passando alle animazioni, dubito che ad una serie tv del 2006 si possa chiedere di meglio. I dettegli sono curatissimi. I movimenti sono eccellenti. Per quanto riguarda il comparto audio, è difficile dire qualcosa della colonna sonora.. è talmente in sottofondo che è quasi difficile accorgersi della sua presenza. Presenza che esiste, e che dal sottofondo arriva quasi inconsciamente a mettere a disagio lo spettatore con il suo suono. Il doppiaggio poi è ottimo. Dimenticavo.. la sigla finale è Paranoid Android dei Radiohead, wow! E anche quella iniziale è apprezzabile.

Da aggiungere poi la presenza di colpi di genio davvero interessanti e imprevedibili, che, però, non ho intenzione di spoilerare in sede di recensione 😛 .

E adesso i voti:

  • Animazione : 10
  • Audio : 8,5
  • Storia : 8,5
  • Character : 9
  • Apprezzamento Personale : 9
  • Voto complessivo : 9

Cano

5 comments

  1. Saya says:

    Davvero la sigla finale è dei Radiohead?
    Non me l'aspettavo!

    Grazie a questo portale sto riscoprendo il gusto di guardare anime fansubbati che non conosco!

    Ergo proxy è davvero particolare, la sua ambientazione noir mi ha attirato molto!
    Lo sviluppo della psicologia dei personaggi è così ben fatto che riuscire a capire alcuni atteggiamenti risulta difficile.. anche perchè le caratteristiche di macchine, esseri umani e proxy vengono accuratamente scelte e sono così diverse le une dalle altre che nemmeno loro nell'anime riescono a capirsi!

    Non viene spiegato molto riguardo alla situazione disastrosa in cui si trova la terra.. ma,a quanto pare, il degrado ambientale è cominciato a causa dell'utilizzo smisurato dei giacimenti dell'idrato di gas metano sotterraneo (che era diventata l'unica fonte di energia disponibile!). 🙂

    Bello!!

    Sayonara.
    Saya.

  2. Od10 says:

    Bellisimo anime, reso solo un pò pesantuccio in alcuni episodi fin troppo introspettivi;
    bella la citazione a Collodi "Pinocchio" e al saggio sulle origini delle lingue di Jean-Jacques Rousseau
    (forse le due più importanti citazioni… se continuo a spulciare non finisco più)
    Non mi sarei mai aspettato tanta profondità in un'opera di animazione

  3. Io invece vdo controcorrente. Ho trovato l'anime troppo pesante, eccessivamente caricato di vuoto e di buonismo (sopratutto nel finale).

    Un buon inizio che secondo me è andato piano piano appassendosi verso la fine. UN vero peccato.

    Andrea (sdl)

  4. Chiara says:

    Molto bello e innovativo per ambientazione dark noir post apocalittica, ottimi anche colori e disegni… è un peccato che la storia sia per molti aspetti una copia di Evangelion e Alita. Inoltre come per Evangelion un po' troppo spazio è lasciato alle paranoie psicologiche.

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