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Pathology

Titolo: Pathology
Genere: Thriller
Anno: 2008
Regia: Marc Shoelermann
Nazione: U.S.A.
Durata: 93′
Sito Ufficiale: http://www.enterpathologylab.com
Data di uscita: 18 aprile 2008 (USA), inedito in ITA 
Cast: Milo Ventimiglia, Alyssa Milano, Lauren Lee Smith, Dan Callahan, Michael Weston, Johnny Withworth, Keyr O’Donnel, Larry Drake
Produzione Cinematografica: Lakeshore entertaiment 
Distribuzione: Metro-Goldwyn-Mayer

A qualche mese di distanza dalla news presentata su Webspacemelodies arriva la vera e propria recensione di Pathology. Il film ancora inedito in italia, è uscito nelle sale americane il 18 aprile 2008 riscontrando una divisione tra i critici, dividendoli tra chi lo promuoveva come buon film a chi lo bocciava senza possibilità di ricorso.

Pathology è una pellicola multi-genere, in sè racchiude tratti tipici di molteplici tipolgie di film. Predisponendo più di metà film a mò di thriller, si scompone in diverse parti per incentrarsi, in alcuni casi sia all’horror che allo splatter puro. La fotografia forse a tratti troppo cruenta ci porta a classificarlo tra i migliori splatter, ma io sinceramente non riesco a inserirlo in questo gruppo, preferisco definirlo abbastanza crudo, riuscendo sapientemente a mescolare sangue, operazioni, perversione e paranoie.

La pellicola tratta le vicende di alcuni medici di un reparto di medicina  dell’ospedale universitario di Philadelphia; il reparto in questione: Patologia, ha il compito di analizzare i deceduti e trovare la causacheha portato alla morte, specificatamente nei casi più complessi in grado di aiutare la polizia per la risoluzione di casi di omicidio.

In questo reparto arriva come nuovo inserimento il Dottor Ted Grey (Milo Ventimiglia – Heroes) ottimo medico laureatosi in medicina all’Università di Harvard e ha appena concluso un progetto in Africa per l’UNICEF; tutti buoni presupposti per una florida carriera da medico.
Tutto ciò non va a genio al gruppetto di medici di stanza nel reparto, i quali dotati di una massiccia dose di sbruffoneria, disprezzano pesantemente il bello e talentuoso Dottor Grey, mettendolo sempre alla prova e schernendo le sue fantomatiche doti professionali.

Piano piano tutto ciò si trasforma in qualcosa, precipitando in una vorticosa spirale tra droga, sangue e sesso, Ted si unisce al gruppo per creare qualcosa di inimmaginabile, macabro e spaventoso. Infatti i ragazzi passano le nottate a compiere un gioco, un gioco dai costumi a dir poco cruenti che quasi fa rabbrividire. Un sodalizio univoco dove protagonisti, uno alla volta, si devono cimentare nella medesima sfida, il primo uccidere una persona nel miglior modo qualsivoglia e tutti gli altri scoprire le cause principali, deviando gli inganni e gli indizi falsi che l’omicida può creare per celare la vera causa di morte.
Una ricerca spietata dell’omicidio perfetto, una ricerca sanguinolenta al grado più alto di bravura, dove solo l’ambizione ne fa da padrone di un gioco che si trasformerà a due, un testa a testa tra due amici/nemici a chi è il più dotato non solo in campo medico ma anche in campo umano, mischiando al sangue anche una sana dosa di sesso verso la bella e perversa di turno.

Partorito dagli autori di Crank, Pathology dimostra fin da subito di avere aspetti molto algidi e ambigui, estrapolando fin da subito una qualsiasi parvenza di calore umano e ponendo davanti allo spettatore una pellicola fredda e povera. Con una partenza subito in quarta e un graduale rallentamento, il film risulta essere intrigante e incisivo, senza adagiarsi in quella parte grottesca classica di questi thriller/horror, forse con una trama molto adolescenziale dove ci si rifà molta alla figura del personaggio che alla scoperta della sua personalità.
Facendo leva sulle star arruolate, Milo Ventimiglia (Heroes, Una mamma per amica) e Alissa Milano (Streghe) il film non riesce a centrare il bersaglio completamente, puntando alto ma ottenendo niente altro che una discreta, se non mediocre, prestazione con un finale che supera lo scontato.
In Pathology non c’è ombra di giustizia, muore chiunque che sia buono o che sia cattivo, l’adulterio non viene mai punito e descrive le doti dei protagonisti come istinti primordiali di animali che si misurano a chi di loro è il migliore per il ruolo di leader, mettendosi continuamente alla prova e dando adito alle loro dipendenze, rinchiusi in una giungla di persone sottovalutate e adibite al ruolo di vittime per il loro gioco.

Un film che non colpisce ma sicuramente intrattiene, ideale per una serata sul divano o per la voglia di un film diverso dai canoni della normalità. Apprezzabile dagli amanti del genere.

 

  • Effetti visivi : 8
  • Regia [Opzionale] : 7.5
  • Audio : 6
  • Storia : 6+
  • Character : 6-
  • Apprezzamento Personale (A.P.) : 7-
  • Voto complessivo : 6.5

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