Rocky Balboa (2006)

Titolo: Rocky Balboa
Genere: Azione/Sportivo/Drammatico
Anno: 2006
Regia: Sylvester Stallone
Come dice giustamente il titolo sovrimpresso nella locandina “Non è finita finchè non è finita”. E viene da pensarlo appena ci troviamo di fronte (di nuovo) al mastodontico nome di Rocky Balboa, il personaggio leggenda del pugilato di questo film, che leggenda lo è anche nella vita reale a causa della serie infinita di seguiti (in perfetto stile anni ottanta).
Quello che ci troviamo davanti quindi, più che un tentativo di riaprire un filone ormai universalmente chiuso, è una commemorazione. Il cinema odierno, incapace di dare dei veri e nuovi “eroi” che durino per più di un film in maniera efficace, si rifugia dietro i grandi del passato. Rocky, Rambo, e i fumetti (divagando in tema marvel) che sicuramente hanno accompagnato l’infanzia di molte persone.
C’è da ammettere però che il film si dimostra umile, e mostra anche qualche buona ripresa. Si muove con calma nel mostrare ogni dettaglio, a partire dalla vita di un Balboa che ormai è una persona tra le tante (muscoli permettendo). Se fossimo in un film fantasy probabilmente sarebbe chiamato come “L’ultimo di una stirpe” ed è proprio questa l’immagine che emerge dal film. Rocky, dopo la morte di Adriana causata da un tumore, è l’uomo solo che ci si immagina. Tanti muscoli, problemi con il figlio, i soldi che servono ma nessuna vera ricchezza. Si dà umanità al personaggio, sfatando l’immortalità che, in altri tempi, aveva dimostrato.
La trama si evolve come ci si potrebbe aspettare. Senza grandi sorprese. La nuova promessa del pugilato, un ragazzo che manda sempre tutti al tappeto senza esserci finito mai, ed il desiderio dei media di confrontare un eroe del passato (Rocky, appunto. che ormai ha abbandonato la scena) con l’attuale campione. Una ragazzata messa in scena dai promotori del giovane campione che vogliono ridare spazio alla scena del pugilato.
Il risultato, onesto e scontato, è quanto ci si aspetta fin dal primo minuto. Siamo nel 2008 e per quanto ci si possa lamentare, il cinema riflette il tipo di popolazione che siamo. Ciò che oggi è normale e “piace” un tempo forse sarebbe stato un flop.
Alla fine del film, facendo il conto, si rimane tra il soddisfatto e l’indifferente. Escludendo il terribile doppiaggio italiano che ha massacrato molti elementi del film (la doppiatrice della ragazza è piuttosto fuori luogo), si può anche concludere che questo film abbia centrato l’obiettivo. Commemorare un eroe, rievocarlo a tratti, e rendergli atto che un eroe così, non potrà tornare mai più.
Effetti Visivi: 7
Audio: 5
Storia: 6
Character: 6 1/2
A.P.: 6 1/2
Voto: 6 1/2
Andrea (sdl)

21. nov, 2008 








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Che dire, Io adoro gli anni 80 e soprattutto ammiro sly per aver avuto la forza e il coraggio di uscire dalla pessima condizione sociale ed economica in cui si trovava prima di scrivere la sceneggiatura di rocky, come tanti grandi hanno fatto,infondo è così che si vince . Parlando di rocky ,stallone racconta se stesso ,è un po una metafora di se stesso, sotto un’altra forma ,quella di un povero pugile ma ricco di quelle qulità,quali l’umiltà e la riconoscenza a Dio che l’uomo non è abbiatuato ad avere, l’uomo tende a attribuire proprie conquiste e i bene che ha quasi solo a se stesso, in generale.Rocky è un personaggio atipico , non pieno di se stesso,ricco o povero che sia!! Per vincere dice non conta qunto colpisci ma quanto incassi e se sei capace poi di rialzarti. Beh! sly mi ha fatto riflettere per la forza di volontà che contraddistingue il suo emblemaico personaggio che piaccia o no rimarrà nella storia ! Grazie sly
io adoro roky balboa è il mio idolo da quando avevo 7 anni ancora oggi sto a riguardare i film tutti di filato e io sono solo una ragazzina di 15 anni ma lui è il mio mito il mio modello da seguire quando diventerò più grande vorrò essere propio come lui . io mi rispecchio in lui per vari motivi .una delle qualità di roky che forrei ke mi appartenesse è la sua tenacia e la voglia di non arrendesi mai certo ha avuto i suoi momenti tragici e io ero coinvoltissima mi sembrava di essere lui nei momenti tristi e nelle lotte sul ring . secondo me una persona che non patisce sofferenze non è uomo . è questi insegnamenti che vorrò imporre ai mie figli vorrò insegnargli a essere come lui dei veri uomini con lo sguardo spalancato verso la realtà . porterò per sempre nel mio cuore roky balboa e conserverò per sempre i suoi film