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88 Minutes

 

Titolo Originale: 88 Minutes
Genere: 
Thriller, Drammatico
Anno: 
2007
Durata:
 106′
Regia:
 Jon Avnet
Nazione:
 U.S.A., Canada
Sito Ufficiale:
 http://www.88minutestolive.com/
Cast:
 Al Pacino, Alicia Witt, Amy Brenneman, Leele Sobieski, Benjamin McKenzie, Leah Cairns
Data di uscita: Febbraio/Marzo 2007 in molti paesi europeri, 18 aprile 2008 (U.S.A.), 15 ottobre 2008 (ITA, solo Dvd)

Produzione: Emmeett/Furla Films, Brighlight Pictures, Brooklyn Films
Distribuzione:
 01 Distribution

Al Pacino e Jon Avnet, ultimamente al cinema con Sfida Senza Regole, firmano questa pellicola costruita a metà tra un thriller alla vecchia maniera e modello real-time alla 24.
88 minuti racconta la terribile mattinata di un famoso psicologo, Dottor Jack Graham (Al Pacino – Sfida Senza Regole) che in una movimentata giornata viene raggiunto da una telefonata minatoria che gli preannunciavano la propria morta precisamente tra 88 minuti, alle 11:45.
Per un noto psicologo, che collabora con l’FBI, non è una novità ricevere telefonate minatorie da pseudo-assassini o criminali che per un motivo o per l’altro hanno un conto in sospeso con lui. Per questo motivo, Graham non da adito alle sue parole e prosegue le sue normali attività lavorative, fino a quando non nota particolari collegamenti tra avvenimenti recenti e passati.

Infatti, proprio in quel giorno, avveniva un fatto molto particolare. Jon Foster, un killer psicopatico che 9 anni fa fu incastrato proprio da Graham per l’omicidio di una povera ragazza, sarebbe stato giustiziato con la pena di morte, come da legge americana. Bisogna accennare, inoltre, che 9 anni fa, nell’udienza del processo, Foster fu incastrato grazie sopratutto al lavoro di Graham, infatti con un “non certo” riconoscimento da parte di una testimone e da una sua arringa abbastanza convincente, condannò di primo grado l’imputati alla pena di morte.

Tornando al presente, il protagonista scopre, tramite l’ FBI, che nella notte scorsa una sua studentessa di facoltà, è stata trovata morta nel suo appartamento, uccisa con le medesime modalità dell’omicidio compiuto da Foster.
Una serie di finti indizi e voci di corridoio da parte della stampa, portano i pubblici ministeri dello stato a rinviare l’esecuzione del carcerato, portando a considerare la sua vera innocenza e la possibilità che Graham abbia portato il testimone a commettere spergiuro e abbia manipolato la capacità di giudizio della giuria.

Da questo punto partono gli 88 minuti di vita restanti a Graham, il quale, avvisato telefonicamente dal killer, capisce subito la situazione e dove vuole arrivare chi lo ha chiamato. Lo psicologo si tuffa in una ricerca disperata di qualche indizio e di qualche collegamento con la vittima, con sospetti ovunque e nessuna certezza, continuamente inseguito da un motociclista che tenta di ucciderlo più e più volte e attacchi simil-terroristici che cercano di farlo fuori.

Un film mediocre, sicuramente inspirato ai thriller vecchio stampo, con la quantomai innovativa tecnica di real time. Di fatti da quando parte l’ultimatum del killer,passano realmente 88 minuti, nei quali il protagonista cerca in tutti i modi e in maniera surreale di scovare un colpevole. Una tecnica già messa in dubbio con la serie di 24, che in parte non rispecchia la veridicità del passare del tempo, e qui nello stesso modo. Un protagonista che in circa un ora e mezzo fa il giro della città 3 o 4 volte, passando più volte da casa e fermandosi anche in piacevoli teleehfonate sul divano. Uno psicologo risolutore che risolve il caso principalmente in macchina e al telefono, (sarà il ritratto dell’era moderna?) arrivando alla soluzione finale proprio quando oramai è troppo tardi e se la ritrova davanti. Insomma un thriller classico, privo di colpi di scena, alquanto scontato e con scene viste e riviste. L’unica cosa che trattiene lo spettatore attaccato allo schermo è la parte di Al Pacino che riesce a confermarsi grande, con una interpretazione veramente bella

Un film da vedere stando seduti comodamente sul divano, lo conferma il fatto che in molti paesi (come in Italia) è uscito direttamente in Dvd, molto tempo dopo la post-produzione cinematografica. Jon Avnet non riesce proprio a confermare il suo Pomodori Verdi Fritti, essendo creatore di un altro flop, passato inosservato sul tappeto rosso di Hollywood. Una mediocrità sfiorata se non fosse per la presenza di Al Pacino che veramente scalpita, peccato solo vedere tale recitazioni in tali film.

Voti

  • Effetti visivi : 6
  • Regia : 5.5
  • Audio : 6
  • Storia : 5
  • Character : 5
  • Apprezzamento Personale (A.P.) : 5.5
  • Voto complessivo :6-

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