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Defiance – I giorni del coraggio

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Titolo Originale: Defiance
Genere:
 Drammatico, Guerra
Anno:
  2008
Durata:
  129′
Regia:
  Edward Zwick
Nazione: U.S.A.
Sito Ufficiale:
  http://www.defiancemovie.com/
Cast: Daniel Craig, Liev Schreiber, Jamie Bell, George McKay, Mia Wasikowska, Tomas Arana, Rolandas Boravskis, Alexa Davalos, Mark Feuerstein
Data di uscita cinematografica: 23
 Gennaio 2009 (Italia)
Produzione: The Bedford Falls Company, Grosvenor Park Productions, Pistachio Pictures
Distribuzione:  Medusa
Soggetto:  Nechama Tec

A due anni dal succeso di Blood Diamond , Edward Zwick ci presenta l’ultima sua opera cinematografica, basata sull’omonimo romanzo della scrittrice Nechama Tec (conosciuto in Italia come “Gli Ebrei che sfidarono Hitler“), tratta le gesta di alcuni contadini polacchi che sfidarono Hitler.

Come ogni lavoro del regista americano, anche Defiance è una pellicola complessa, carica di passione e sentimento, tocca temi molto profondi e situazioni a dir poco tragiche. Mostrandoci il punto di vista ebraico delle persecuzioni naziste, il film si mescola tra le innumerevoli opere sulla Seconda Guerra Mondiale, emergendo per il trattamento dell’unico momento di resistenza ebra storicamente ricordato.

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Daniel Craig è Tuvia Bielski

Ricalcando diligentemente i fatti, realmente accaduti, del libro della Tech, Zwick ci propone la storia dei fratelli Bielski che nel 1941, fuggiti da un attacco delle milizie tedesche, si nascosero nelle foreste della Bielorussia, zona conosciuta da loro alla perfezione, raggrupando un numero sempre maggiore di compatrioti fino alla creazione di un’intera comunità ebrea atta alla sopravvivenza e alla resistenza contro le truppe militari naziste.

Formando sempre più una vasta e compatta società, Tuvia Bielski (Daniel Craig – 007 – Quantum of  Solace , 007 – Casinò Royale , La Bussola d’Oro ) guiderà i suoi compagni nel mero sogno di libertà, marchiando la sua incessante lotta con un ideale di sopravvivenza, un basamento solido e unico su cui improntare tutta la loro vendetta, una rivalsa all’insegna del bene dove la sofferenza del carnefice avrebbe avuto luogo solo alla scoperta di quella civiltà rimasta così viva e indenne da tutte le rappresaglie attuate dai militari nel periodo Hitleriano.

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Tuvia e Zus Bielski

Edward Zwick con questo film analizza discretamente molti aspetti di quel terribile periodo. Innanzitutto il regista vuole mostrare il difficile contesto in cui si trovavano gli ebrei di quella parte di Polonia; divisi tra il contendersi del territorio tra Unione Sovietica e Germania, i protagonisti vengono attaccati dalle rappresaglie naziste del 1941 (anno in cui Hitler aprì il fronte orientale attaccando l’ URSS) trovando riparo nei limitrofi boschi bielorussi, da poco annessi ai vasti possedimenti sovietici (1939 – patto Ribbentropp-Molotov), riscontrando pure qui un crescente antisemitismo.
Oltre a questo aspetto, Zwick cerca di mettere in luce la complessità del mondo ebraico, mostrandoci le grandi differenze che esistevano tra gruppi di ebrei insediati in diverse zone dell’Europa Centrale. Divisi tra religione, ceto sociale, intelletto e idee politiche il film ci mostra le grandi diversità sorte in una stessa razza, accusando una sorta di razzismo culturale interno durante un periodo di totale antisemitismo ebraico.
Ciò va a sottolineare l’importanza del protagonista, il salvatore Tuvia Bielski, che, per oltre due anni, ha combatutto più guerre su più fronti, primo fra tutti ha difeso strenuamente i suoi compagni dalle rappresaglie naziste senza mai immolarsi in cruente battaglie a campo aperto, in secondo luogo ha dovuto tenere banco alle piccole rivolte insorte nella sua società, atte ad alienargli il comando, a causa delle sue regole tendenzialmente comuniste e i suoi principi fin troppo idealisti.

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Tuvia guida gli ebrei in una disperata salvezza

Defiance è una pellicola storica, ennesima trasposizione bellica su quella che è stata la Guerra più cruenta nella storia del Mondo, narra la storia di un uomo normale divenuto per tutti un eroe mondiale, grazie alle sue gesta dedite alla salvaguardia di centinaia di suoi fratelli, eletto dal popolo come il leader di una resistenza idealista atta alla semplice sopravvivenza.
Il regista, tramite il volto del sempre grande Daniel Craig, ci guida in un percorso formativo che tocca diverse sfere emozionali umane e rilevanti temi societari. Affrontando un ciclo emotivo che muta da una vigorosa speranza e un ardente desiderio di vendetta a una quanto mai tragica costernazione, Zwick ci immerge completamente nella sua foresta, facendoci sentire parte integrante della sua società e trasmettendoci esattamente ogni piccolo e viscerale mutamento.

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La leadership del fratello maggiore Bielski viene messa in dubbio

L’opera rappresenta per lo più una semplice trasposizione cinematografica, mettendo in cellulosa ciò che Nechama Tec ha scritto nel suo libro. Il film non approfondisce molte tematiche interessanti, risultando semplicemente un’opera d’intrattenimento piena di atmosfera e carica di sentimento. Trattando principalmente la vita e le scelte del popolo ebraico, l’opera non va oltre, mostrando allo spettatore tutto ciò che uno si aspetta, percorrendo i classici e già visti binari della cinematografica quali la retorica in ogni dialogo, il minuto di debolezza del protagonista e l’amore che si insinua nei momenti critici. 
Tuttavia Edward Zwick riesce a far piacere il suo film. Inserendolo più nella categoria dei film d’azione che in quella dei film di riflessione, egli tiene lo spettatore sveglio per le oltre due ore di proiezione, raccontando le infinite gesta dei fratelli Bielski. 
In tutto ciò l’esperto regista americano sembra un po’ sottotono: gestisce malamente le parti transitorie del film facendolo risultare piatto e lento, esibendosi però in piccole e sparse uscite registiche dove ci ricorda il suo vero talento (quello dimostrato ampiamente su Blood Diamond).

A concedere una più alta valutazione della sufficienza, ci pensa la fantastica fotografia di Eduardo Serra e le magistrali interpretazioni di Daniel Craig e Liev Schreiber (X-Men Origins: Wolverine, The Manchurian Candidate) in grado di lasciarsi a bocca aperta di fronte ai paesaggi e al carisma dato ai personaggi.
Un film sicuramente da vedere per conoscere e ricordare il tragico periodo vissuto dagli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.

Voti

  • Effetti visivi  : 7.5
  • Regia : 7
  • Audio  : 7.5
  • Storia  : 7
  • Character  : 8
  • Apprezzamento Personale (A.P.)  : 7.5
  • Voto complessivo  : 7

Curiosità

  • Edward Zwick iniziò a scrivere la sceneggiatura già nel 1999, poco dopo aver comprato i diritti da Nechama Tec per la trasposizione cinematografica.
  • Daniel Craig ha accettato uno stipendio notevolmente inferiore rispetto al suo normale cachet visto il suo grande interesse per l’interpretazione del personaggio di Tuvia Bielski.
  • Le riprese sono durate tre mesi e sono state fatte nei boschi della Lituania.
  • Nel film la zona territoriale dove si nascondono i protagonisti viene chiamata Bielorussia. Parlare di Bielorussia però è un anacronismo dato che nel 1941 quei territori facevano parte ancora della Polonia, infatti i Bielski erano una famiglia di contadini polacchi.
  • I fratelli Bielski che parteciparono all’azione in realtà erano quattro. Aron Bielski infatti è il più piccolo dei quattro e nel film ha un ruolo molto limitato.
  • Nel film viene indicato Asael Bielski (Jamie Bell – Jumper , Billy Elliot) come fratello minore tra i tre, in realtà egli era il secondo fratello, un anno più piccolo del maggiore Tuvia.

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