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Jason Mraz – We Sing, We Dance, We Steal Things

L’ultimo lavoro del cantate statunitense Jason Mraz si presenta come il lavoro che meglio riassume la sua carriera e le sue capacità.  Se nei dischi precedenti le sue inclinazioni musicali (che attraversano un genere impressionante di campi: Soul, jazz, reggae, rap per poi schiantare pietosamente su un semplice pop) emergevano a tratti nel mix musicale in questo si sentono più forti, e danno un’immagine sicuramente più matura dal punto di vista musicale di un artista che in realtà era maturo già da tempo.Al di là della grande capacità vocale che lo contraddistingue, Jason Mraz si cimenta in questo disco affrontando (come lui stesso afferma) i lati di maggiore crescita dell’uomo. E’ per questo che è nato. Le canzoni che partono dalla semplice I’m Yours (canzone che ha avuto un successo planetario inaspettato, simbolo di quanto ad oggi stiamo ancora cercando dei suoni gentili), per arrivare a più complesse ed elaborate Butterfly o Make it mine.

Nel canto, negli strumenti, si riescono a percepire tutte le aree che attraversano la cultura musicale di Mraz, che come ho già detto paiono fin troppo varie tra loro. Cosa rara negli artisti di oggi, soprattutto perchè, con questo disco ci si distacca ancor di più dal pop che ne aveva segnato le origini, per approdare su uno stile più maturo ed elaborato, carico di suoni ma allo stesso tempo semplice e non inutilmente elaborato. Oltretutto il cantante ha una spiccata capacità (poco espressa negli album a mio avviso) di eseguire un ottimo Scat (per chi non lo sapesse lo Scat è una forma di improvvisazione vocale), altro attributo che al giorno d’oggi va poco di moda ed è di difficile acquisizione.

Il disco si ascolta bene anche se non sa sempre conquistare. Tutte canzoni orecchiabili che però raggiungono i loro apici nelle loro rappresentazioni live.
E’ forse per questo che la Deluxe edition del disco, composta da due cd, uno in studio ed uno di canzoni live, rappresenta davvero il connubio perfetto per l’artista, capace di trasformare ed armonizzare ulteriormente le canzoni nella loro forma live.

Insomma, un disco che sicuramente saprà trovare consensi sia in chi ama il pop, sia in chi è alla ricerca di canzoni un pò fuori dai generi, che sappiano fondere sapientemente tanti elementi di musiche tra loro apparentemente inconiugabili.

Tecnica: 8 1/2
Originalità: 7 1/2
A.P.: 8
Voto complessivo: 8

Andrea (sdl)

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