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Copia Conforme

Anno: 2010
Nazione: Francia, Italia, Iran
Genere: Drammatico
Durata: 106′
Regia: Abbas Kiarostami
Cast: Juliette Binoche, William Shimell
Data di uscita cinematografica: 21 Maggio 2010 (ITA), 18 Maggio 2010 (Francia)
Produzione: MK2 Productions
Distribuzione: Bim Distribuzione
Soggetto: Abbas Kiarostami

Non lasciamoci ingannare. Non lasciamo che gli splendidi paesaggi, la sublime fotografia e l’indubbia bravura di Juliette Binoche (premiata come migliore attrice a Cannes 2010 proprio per questo film) facciano di Copia Conforme un’ottima pellicola. E non permettiamo neanche che i dialoghi interminabili dei protagonisti sul nulla ci confondano. Togliamo tutti questi strati superficiali: patina intellettuale, inquadrature da maestro e buona recitazione. Quello che resta è un film assolutamente vuoto, privo di trama, senza un messaggio che resti impresso nella memoria dopo la visione.

Abbas Kiarostami parte da un’idea non originalissima, ma sempre affascinante: indagare l’animo umano in merito al rapporto verità/finzione. Così, omaggiando le cittadine toscane di Cortona (già nota al mondo del cinema grazie all’holliwoodiano Under the Tuscan Sun con Diane Lane) e di Lucignano, il regista iraniano ci presenta lo strano incontro di due artisti stranieri in Italia. James Miller (il tenore William Shimell agli esordi sul grande schermo) è un saggista inglese giunto in Toscana per promuovere il suo “Copia Conforme”, libro sul valore delle copie rispetto all’originale. Lei (Juliette Binoche, Il paziente inglese, Chocolat) è una piccola mercante d’arte di origini francesi, senza nome e senza un’identità definita. Dopo la presentazione del saggio a Firenze, “lei” riesce ad ottenere un incontro con James per fargli autografare alcune copie del suo ultimo lavoro. I due si spostano tra le colline toscane in un viaggio in macchina che è un vero capolavoro di luci e fotogrammi. Parlano di arte, di filosofia e, inevitabilmente, di amore. La dissertazione passa dall’intellettuale all’ordinario in una manciata di secondi, trasponendo dalle arti figurative a quelle amatorie il tema della verità. Complice l’anziana padrona di un bar di paese che confonde i due per una coppia, James e “lei” fingono di essere davvero sposati in un gioco che sconfina spesso nella realtà spiazzando lo spettatore.

Dove finisce la recitazione e dove inizia il vero? Quale parte del film racconta la verità? La prima, incentrata sull’arte e sul rapporto professionale tra James e “lei” o la seconda, che narra delle gioie e dei dolori del matrimonio, con una carrellata di coppie di età ed esperienze diverse?

Tanti spunti interessanti e tante perle di saggezza disseminate qua e là, lasciate sospese lungo un viaggio senza conclusione. Può un film (non un documentario) che è finzione per antonomasia reggere il peso della lotta tra realtà e immaginazione? Rispondete a questa domanda e avrete compreso il valore di Copia Conforme.
Non pretendiamo che i grandi nomi producano sempre dei capolavori. Non ostiniamoci a cercare sempre e comunque l’estro e la genialità nel cosiddetto cinema d’essai.
Semplicemente, non lasciamoci ingannare.

Voti

  • Effetti visivi : 9
  • Regia : 8
  • Audio : 5
  • Storia : 5
  • Character : 5
  • Apprezzamento Personale (A.P.) : 5
  • Voto complessivo : 6+

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