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The American

Titolo Originale: The American
Anno: 2010
Nazione: USA
Genere: Drammatico/Thriller
Durata: 105′
Regia: Anton Corbijn
Cast: George Clooney, Bruce Altman, Thekla Reuten, Irina Bjorklund, Violante Placido, Paolo Bonancelli, Filippo Timi
Data di uscita cinematografica: 10 Settembre 2010 (ITA), 1 Settembre 2010 (USA)
Produzione: Focus Features, Greenlight Rights, Smoke House, This is that production
Distribuzione: Universal Pictures Italia

Presentato mesi e mesi prima dell’uscita come il film di George Clooney (produttore e protagonista), nel quale egli avrebbe mostrato tutto il suo lato oscuro, The American arriva nelle sale cinematografiche americane ed europee, coordinato da una regia di un quasi sconosciuto Anton Corbijn e da un cast quasi totalmene italiano.
Girato per la maggior parte in Abruzzo tra il Settembre 2009 e l’inizio del 2010, Clooney ha più volte dichiarato la sua sensibilità verso la strage aquilana dell’aprile 2009, decidendo di girare in questi luoghi il suo The American proprio per aiutare l’economia abruzzese, apportando così grossi introiti commerciali.

George Clooney è Jack, un killer professionista

Tratto dal romanzo “A very private gentleman” di Martin Booth, The American è tutt’altro che un film d’azione (come si potrebbe intuire dalla locandina o dal trailer), ma bensì una pellicola incerniarata sulla redenzione umana e sulla voglia di rinascita morale di un uomo vissuto sempre al di fuori delle regole naturali.

Jack (George Clooney – Burn After Reading, Tra le nuvole) è un killer professionista nella parte calante della propria carriera. Costretto a nascondersi nell’ombra a causa di un gruppo di svedesi che lo vuole morto, l’uomo approda in Italia, accompagnato dal suo capo in una piccola casa nelle campagne umbre vicino L’Aquila.
Qui, Jack, oltre che godersi il meritato riposo, dovrà attendere la sua prossima commissione, rimanendo il più isolato possibile e nascondendo la sua vera identità. L’uomo però non potrà fare a meno di arricchirsi della compagnia di un saccente prete peccatore e dell’amore di una adolescienziale prostituta.

Clooney e Violante Placido

Clooney incamera coscientemente e minuziosamente l’interpretazione di un freddo uomo devoto ad una vita di solitudine. Costretto per obbligo ed esigenza a preoccuparsi solo e soltanto a se stesso, solo adesso nella sua lunga vita riesce a capire l’importanza di un qualche collegamento affettivo e del piacere nell’amare liberamente una donna.
Corbijn, a discapito del suo curriculum molto musicale, riesce a scolpire in cellulosa il minuzioso e invisibile lavoro svolto da George Clooney, modellando quell’apparente noia stilistica e filmografica in una tensione continua che piano piano( molto molto piano ) va a crescere fino ad un epilogo inarrivabile da cuore in gola.
The American è costruito sulla redenzione del protagonista. Pensato e studiato nel minimo dettaglio, a primo impatto appare decisamente lento, piatto e quasi inutile, fino a  quando la tensione dell’attesa (un attesa ad eventi che non accadranno mai) arriva a crescere a tal punto da far decifrare allo spettatore il codice di ogni azione/scena/parola vista/detta; regalando così alla pellicola il valore che effettivamente si merita.

Appunto, Clooney e Corbijn creano una cellulosa più da Cinefestival o Cinema d’essai che da multisala, non adatta forse alla quasi totalità del pubblico in sala, ma diretta forse a chi il cinema lo apprezza veramente e riesce a vedere la profondità delle scene e delle parole.
Il regista pecca in soli pochi punti, riuscendo ad appianerli in un secondo piano; per contro Clooney fa un buon lavoro anche se sembra poco diverso dai suoi tipici personaggi, quasi lo definirei “ordinario“. Niente da dire per Violante Placido e Bonacelli, sufficienti nelle loro parti e pronti a essere subito dimenticati se non inquadrati.

Una pellicola sicuramente difficile da catalogare, troppo pensato e poco movimentato, soffre di una cattiva digeribilità tale da annoiare a morte lo spettatore per un ora intera, regalando solo all’epilogo finale, uno sprazzo di emotività rinvigorente. The American nasce freddo e muore freddo, ma è l’evoluzione di questa freddezza che sicuramente affascinerà lo spettatore

Voti

  • Effetti visivi : 6.5
  • Regia : 7.5
  • Audio : 6+
  • Storia : 7
  • Character : 7-
  • Apprezzamento Personale (A.P.) : 6.5
  • Voto complessivo : 6.5

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