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Ito Ogawa – Il ristorante dell’amore ritrovato

Titolo originale: Shokudô Katatsumuri
Traduttore: Gianluca Coci
Editore: Neri Pozza, Vicenza (2010)

L’arte del cucinare e l’ars amatoria si fondono con eleganza e metodo.

Ringo-san porta già nel suo soprannome tutta la sua passione per il cibo. Se infatti questa parola evoca in noi italofoni una nota marca di biscotti, in giapponese ringo (リンゴ) è la mela. Un frutto che stride contro i denti al primo morso, ma che poi rivela alle papille gustative tutta la sua dolcezza. Questa la natura di Ringo, una giovane donna abbandonata dal fidanzato indiano che decide d’iniziare daccapo la sua vita, ritornando nel suo paese d’origine. Ricominciare nel luogo del proprio passato: un paradosso che costringe Ringo a riflettere su se stessa e sul rapporto con le donne più importanti della sua vita: sua madre e sua nonna.

Ringo torna a casa e proprio nel suo paesino dà vita ad un nuovo ristorante aiutata dall’anziano Kuma-san. Ma “Il Lumachino” non è un locale qualunque. C’è un solo tavolo e al massimo può essere accolta una sola coppia. Bastano le pietanze curate e preparate con amore da Ringo a riportare la gioia nei cuori dei commensali. Una giovane ragazza trova finalmente il coraggio di dichiararsi al suo amato, un burbero incallito diventa un gentiluomo, lo stesso Kuma-san ritrova l’amore della sua Shiñorita…

Il ristorante dell’amore ritrovato gioca maliziosamente con il sentimento principe della letteratura e con la buona cucina, apportando una delicata variazione su un tema arci-abusato. Le ricette si mescolano con i sentimenti, in una fusion originale, a tratti piacevolmente spiazzante.

Curiosità: dopo il successo del suo romanzo, uscito in Giappone nel 2008, Ito Ogawa ha aperto un blog in cui ogni giorno pubblica una ricetta diversa.

Storia: 8
Character: 7
Voto Complessivo: 7 ½

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