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Categoria: Serie tv

24: Season Eight (Series Finale)

Titolo: 24
Tipo: Serie Tv
Genere: Thriller
Anno: 2001 – 2009
Stagioni: 8 + 2 film
Puntate/Episodi: 192
Durata: 45′ (60′ con la pubblicità)
Cast: Kiefer Sutherland, Elisha Cuthbert, Mary Lynn Rajscub, Annie Wersching, Cherry Jones, Bob Gunton, Anil Kapoor, Chris, Diamantopoulos, John Boyd, Freddie Prinze Jr., Gregory Itzin, Michael Madsen
Giorno (Season Number): 8
Orario: Dalle 4.00 P.M.
Data di messa in onda Americana: dal 17 Gennaio 2010 al 24 maggio 2009
Prima Tv Italiana:
Network: Fox

La stagione 2009/2010 nostro malgrado ha decretato la chiusura di molti prodotti televisivi a noi molto prossimi. In seguito alle tristi chiusure di Heroes, Flash Forward, Scrubs (più molte altre) e alla conclusione in grande di Nip/Tuck e Lost, un altro cult televisivo ci saluta in grande stile con una assoluta chiusura da Oscar.

Jack Bauer, dopo 9 anni, 8 stagioni e numerosi uccisioni appende la fondina al chiodo, lasciando orfana la televisione americana (americana???MONDIALE diciamo) delle grandi cospirazioni e degli attacchi terroristici che sconvolgevano l’America per 24 ore, congedando con onore tutte le agenzie infragovernative e pure il fittizio ma efficente CTU.

Con una produzione stellare, così enorme e dispendiosa da essere paragonata ad una pellicola vera e propria per il grande schermo, Fox decide a malincuore di chiudere la serie polizesca con un tacito accordo a inizio stagione con gli ideatori, costretta a questa scelta per gli enormi budget richiesti dal format e dagli ascolti oramai fermi e costanti ad un livello inferiore rispetto alle glorie passate.

Il tacito accordo prevedeva che la Fox avrebbe rinnovato la serie, solo in caso di un rating/share importante, accordandosi, in caso negativo, nella produzione di un futuro film o, se era nel volere dei creatori, al passaggio dei diritti della serie ad un altra emittente.
Fox, conoscendo le possibilità di grandi introiti con lo sviluppo di questo film (vedi Simpson: The movie di qualche anno fa), ha deciso per questa opzione, non ottenendo nell’intera stagione televisiva un rating sostanzioso ma una costante  e flebile discesa a cui oramai eravamo abituati.

Per questo motivo siamo costretti a dare l’addio ad una serie eccezionale, la quale negli anni è riuscita a entusismarci come poche sono riuscite a fare, concludendo allo spettatore un addio doloroso e triste, sia per le ultime ore di azione che per l’intera stagione, costruita ed eseguita in maniera stupefacente ed entusiasmante, qualità eccelsa.

Giorno 8

Jack Bauer e l'Agente CTU Cole Ortiz

Ambientato 18 mesi dopo il Day 7 (secondo i calcoli degli appassionati dovremmo essere nel Settembre 2016) le ultime 24 ore narrano gli eventi in un giorno politicamente importante per l’America e il Mondo intero.
Il Presidente Allison Taylor (Cherry Jones – 24: Day 7, West Wing) si trova all’ONU per l’attuazione di un trattato di pace importantissimo per il futuro della civilità mondiale; un accordo nato da mesi e mesi di difficile trattative politiche tra l’America, la Russia e la Repubblica Islamica del Kamistan.
Questo trattato obbligherà tutte le Nazioni a concludere la Guerra in corso nel medioriente, riunendo tutti sotto la stessa bandiera pacifista e contrattando una pace armata per far dirigere all’ONU la cessazione dei conflitti, le corse agli armamenti e i disarmi nucleari.
L’amministratore del Presidente Taylor è oramai conosciuta al mondo per la sua onestà e correttezza; stimata dal popolo americano e non, la Presidente mantiene da anni un efficente staff di gabinetto che ha sempre mostrato la propria inteligenza politica e gergale. Tra tutti emergono i già conosciuti: segretario Ethan Kanin (Bob Gunton – Ace Ventura, Patch Adams), il Segretario alla sicurezza nazionale Tim Woods (Frank John Hughes – Sfida Senza Regole, Flash Forward) e il capo di gabinetto Rob Weiss.
Tutti i membri sono impegnati nelle trattative con il Presidente dell’IRK Omar Hassan (Anil Kapoor – The Milionaire) tenace e convinto soldato che, spinto dagli ideali di pace e buon senso, tenta con tutte le sue forze di distruggere gli insurrezionalisti del proprio paese con l’aiuto dell’America.

Il Presidente Taylor e Weiss, inoltre, dopo il Day 7 hanno deciso di ripristinare il CTU, in modo da poter gestire al meglio le possibili tragedie nazionali e gli attacchi terroristici.
A capo dell’agenzia c’è Brian Hastings ( Mykelti Williamson – CSI:NY, Final Destination 3D), il quale, con la sua esperienza, ha ricostruito l’ufficio scegliendo minuziosamente il personale con solo i migliori agenti e analisti del settore. Tra questi brillano il capo analista Dana Walsh (Katee Sackhoff – Nip/Tuck 5° Stag., BSG), la conosciutissima Chloe O’Brian (Mary Linn Rajskub – Sunshine Cleaning, Magnolia), l’addetto ai droni Arlo Glass (John Boyd – Fringe, Gli Ostacoli del Cuore) e l’efficente capo operativo Cole Ortiz (Freddie Prinze Jr. – Scooby Doo, Kiss Me).

Grandi camoe nel Day 8, Michael Madsen nei panni di un vecchio amico di Jack

Jack Bauer (Kiefer Sutherland – Riflessi di Paura, The Sentinel) uscito in gravi condizioni dagli avvenimenti del Day 7, ha intrapreso per 18 mesi una cura sperimentale di cellule staminali, con le quali è riuscito a sopravvivere e assicurandosi una vita normale. Attualmente anche l’ex agente si trova a New York per il termine delle proprie cure ospedaliere, programmando in giornata la propria ripartenza per tornare a Los Angeles, pronto a ricostruirsi una vita tranquilla accanto alla famiglia della figlia Kim (Elisha Cutbert – Captivity, Old School).

Ma qualcosa rovinerà i piani di Jack: un ex-informatore busserà alla sua porta in fin di vita, affermando di avere sicure informazioni rilevanti su una minaccia terroristica per l’ONU, pronto a scambiarle in cambio di protezione e sicurezza da parte del Governo Americano.

Riuscirà Jack Bauer anche stavolta a sventare la minaccia terroristica?

Il Day 8 chiude in grande stile una serie storica della televisione americana. Se infatti negli ultimi anni abbiamo notato un leggero calo di qualità (la sesta seppur sufficiente denotava grandi carenze, mentre con la settima si ha già una ottima risalita, incentrando la ricrescita sui i nuovi personaggi che sugli eventi) questo nuovo Giorno, riporta 24 alla ribalta, trovando nella trama, nei colpi di scena e nella figura di Jack Bauer lo splendore di un tempo.
Nonostante le prime ore un po’ lente e troppo cupe, la trama evolve con una crescita tale da tenere lo spettatore appiccicato allo schermo, una drogante avventura che ritesse le fila di quella serie, forse un po’ addormentata. Un climax enorme porta alle ultime ore con il cuore in gola, lasciandoci un finale emozionante e favoloso da far rabbrividere al solo pensiero di non poter più seguire le avventure di Jack Bauer.

Ottimo tutto in questo finale, attori nuovi e vecchi si intrecciano in una caratterizzazione unica per Ventiquattro, catene di eventi razionalmente pensati e logicamente perfetti che danno un tono di assoluta realisticità alla serie, incartando in 24 ore una fila di azioni ed eventi ad alto tasso adrenalico. Insomma climax, situazioni e colpi di scena ben pesati che trasportano l’osservatore in una corsa contro il tempo contro la minaccia terroristica.

Con lo scattare della ventiquattresima ora, un vecchio eroe se ne va e con lui un pezzo di storia televisiva americana.
Addio Jack e un saluto a Kiefer Sutherland che negli anni è riuscito a dimostrare tutta la sua bravura e il talento, costruendo un format incredibile e assolutamente stupefacente.
Il tempo delle 24 ore è finito, Jack Bauer se n’è andato…. chi salverà l’America ora?

Voti

  • Effetti visivi : 8
  • Regia : 8.5
  • Audio : 7.5
  • Storia : 9
  • Character : 8.5
  • Apprezzamento Personale (A.P.) : 9
  • Voto complessivo : 9

Curiosità:

  • Dopo 6 Stagioni ambientate in L.A., la Settima in Washington, l’Ottava è la prima e ultima serie di 24 ambientata a New York.
  • Nel Day 8 ritroviamo vecchi conoscenze governative come l’Ex Presidente Charles Logan (Gregory Itzin – 24 Day 5, The Mentalist) e piccole parti di grandi attori, vedi Michael Madsen (Kill Bill, Sin City) e Callum Keith Rennie (Californication 2, Flash Forward).
  • In Primavera la produzione ha dovuto subire uno stop di qualche settimana a causa di un infortunio avvenuto a Kiefer Sutherland.
  • La produzione era incerta fino all’ultimo sulla possibilità di una nona serie o di un film, alla fine si è deciso per un futuro film, già in pre-produzione.
  • Il nuovo Day inizia alle 16:00.

Enciclopedia:

Glee – Stagione 1

Titolo: Glee
Produttore: Fox
Episodi: 22 (13 + 9)

In controtendenza con quanto generalmente gira nelle serie tv quest’anno ci troviamo di fronte a Glee, una serie tv comica basata interamente sulla musica. Connubio interessante e quanto mai azzeccato che gli ha permesso di vincere anche un premio ai golden globe come miglior serie tv nella categoria Comica / Musical. Continua a leggere

Nip/Tuck – Stagione 6/7 (Series Finale)


Titolo Originale:
Nip/Tuck 
Genere:
Drammatico
Anno:
2003-2010
Durata:
45′
Numero di Serie: 6 (7)
Numero di Episodi Totali: 100
Numero di Episodi 6° Serie: 10 Episodi come serie 6, 9 Episodi come serie 7
Nazione: U.S.A.
Sito Ufficiale:
http://wwws.warnerbros.it/tv/niptuck/main.html
Cast:
Dylan Walsh, Julian McMahon, Roma Maffia, John Hensley, Kelly Carlson, Joely Richardson
Data di Programmazione U.S.A.:
Dal 14 Ottobre 2009 al 3 Marzo 2010
Premi: Golden Globe 2005 per la miglior serie tv Drammatica
DVD: DVD su amazon

Ebbene sì! E’ arrivato il momento anche per i nostri chirurghi plastici di fiducia, di chiudere i battenti dello studio medico più popolato al mondo, appendendo quel bisturi al chiodo che in 7 anni ha visto più tette, culi, nasi, volti di qualsiasi altra persona a questo mondo.

Nip/Tuck in sette anni ha marcato con forza la storia delle serie tv, proponendo al pubblico un medical drama differente; un serial del genere medico devoto alla moda, al glamour e alla vita sregolata con tutte le sue derivazioni: sesso, alcol, droga e tanti, ma tanti soldi.

Dal lontano 2003, Nip/Tuck ha sempre dimostrato le sue differenze approcciandosi al pubblico con una visuale molto più “MASCHILE”, improntando le prime stagioni sulla visione di un uomo della donna, sulla perfezione fisica e sulla potente arma del denaro con il quale si può comprare qualsiasi cosa.

Christian Troy

Julian McMahon ( Fantastici 4, Streghe) è il Dottor Christian Troy, un uomo maniaco di se stesso, egoista all’ennesima potenza, nessuno viene prima della sua persona. Attento nella massima cura del proprio aspetto fisico, veste rigorosamente abiti ultra firmati e guida macchine super-sportive. Completamente assefuatto al sesso e alle relazioni una notte e via ha avuto migliaia di donne nella sua vita e a Miami è ritenuto uno tra i 50 scapoli d’oro.

Sean McNamara (Dylan Walsh – La casa sul lago del tempo, We were soldiers) è il miglior amico di Christian, dotato di un talento innato per la chirurgia; ha sempre sognato di fare il medico per aiutare le persone, ma a causa delle tentazioni del fraterno Christian diavolo Troy, si assuefà alla sregolatezza che la chirurgia gli concede, andando più volte a perdere il controllo e i nervi per il vuoto lasciatogli dentro da quello stile di vita.

Insieme costituiscono da più di 20 anni il famoso studio medico McNamara/Troy, che vedrà negli ultimi 7 anni paziente di ogni tipo, raccontando a questo pubblico le impossibili situazioni in cui i medici riescono ogni volta a cacciarsi, con tutte le conseguenze e le punizioni che i due amici-fraterni sono costretti a subire a causa della loro arroganza.

Gli ultimi 19 episodi (19 appunto per finire la serie al 100°) sono divisi in due serie. Trasmessi indistintivamente senza nessuna pausa invernale, vengono legalmente suddivisi in Stagione 6 per i primi 10 episodi, mentre i restanti 9 concludono tutta la serie con la numero 7.

Poster Pubblicitario

La stagione 6 riapre il filone della McNamara/Troy Los Angelina, riprendendo qualche mese dopo la conclusione della Quinta Serie.
Christian Troy ha da poco scoperto la remissione del suo cancro al petto. In immediata partenza per il viaggio di nozze con la neo-sposa Liz Cruz (Roma Maffia – Boston Legal) si rende conto di essersi sposato per avere una spalla vicina durante il percorso della malattia,  ma non essendo più presente, torna coerente al suo ordinario egoismo e, al rientro in terra americana, chiederà il divorzio.
Sean McNarama nel frattempo, è felicemente fidanzato con la nuova anestesista Teddy Rowe (Kate Sackhoff [24: Day8, Battlestar Galactica] nella Quinta Stagione, sostituita da Rose McGowan [Streghe, Grindhouse, Machete] nella sesta) e vista la grande passione che li ha travolti, stanno addirittura meditando sul matrimonio.
Lo studio però non naviga in ottime acque. La crisi economica ha colpito anche la McNamara/Troy, i soldi mancano ovunque e la chirurgia plastica non fa poi così tanto clamore e di sicuro è l’ultima cosa su cui la gente voglia spendere i pochi risparmi. Per questo motivo, i due medici decidono di affiancare allo studio Mike Hamoui (Mario Lopez – Bayside School) un chirurgo specializzato nella ricostruzione vaginale, una nuova frontiera nella cura della persona.

Nip/Tuck si riprende un po’ dal baratro della stagione precedente, dimostrando finalmente qualcosa di concreto e interessante con ottime sottotrame nella prima stagione, mentre una insicurezza grande nella seconda, annaspando clamorosamente e mancando enormemente di mordente narrativo e quasi sembrando povera di idee nuove.

Per il resto la serie rimane molto nella proprio ordinarietà, personaggi interessanti che fanno capolino per qualche episodio, vecchie conoscenze e bellezze che riappaiono sempre e comunque, contraddistinguendosi per quella complessità storica che ha sempre accompagnato Nip/Tuck, fatta di eventi inimmaginabili e situazioni impossibili.

Con grande tristezza diamo addio a questa impagabile serie che negli anni ci ha fatto sognare e immaginare la nostra vita nei loro panni, il sogno di qualunque ragazzo adolescente e non; belle donne, macchine costose e una vita da star.
Ringraziamo Nip/tuck per i sui 100 episodi fatti di passione e sregolatezza, eccessi e non, con i quali è riuscita nel suo piccolo a insegnarci qualcosa o almeno a renderci piacevoli diverse ore delle nostre giornate. Addio Sean McNamara e Christian Troy, avete segnato la storia della televisione e avete saputo farvi invidiare da tutto il mondo, la McNamara/Troy chiude battenti, è finito il tempo della bellezza a tutti costi.

Voti

  • Effetti visivi: 8
  • Regia: 7.5
  • Audio: 8
  • Storia: 7-
  • Character: 7
  • Apprezzamento Personale: 7
  • Voto complessivo: 7-

Ti è piaciuto Nip/Tuck e lo vuoi in DVD?

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Dr House – Sesta stagione (Serie 6)

Titolo: Dr House
Titolo originale: House M.D.
Genere: Medico / Drammatico
Durata: 23 episodi

Inutile dirlo, ciò che sembrava impossibile da ripetere è accaduto. Dopo una sfavillante quinta stagione, con un finale mozzafiato eccoci alle prese con la sesta stagione di House. L’ormai famosissimo medico che risolve casi impossibili.
E come preannunciato questa sesta serie prende e surclassa le precedenti. Continua a leggere

Fringe, Seconda stagione

Titolo: Fringe
Genere: Fantascienza
Tipo: Serie tv
Anno: 2008 – in produzione
Stagioni: 2- in produzione
Episodi: 43- in produzione
Durata Episodio: 50′ Stagione 1; 42′ Stagione 2
Ideatori: J.J. Abrams, Alex Kurtzman, Roberto Orci
Cast: Anna Torv, Joshua Jackson, Kirk Acevedo, John Noble, Jasika Nicole, Blair Brown, Lance Reddick, Leonard Nimoy
Produzione: Bad Robot, Warner Bros Television
Network Americano: Fox

La premiata ditta Abrams, Kurtzman e Orci continua a tessere la tela del mistero in una grandiosa e stupefacente seconda serie di Fringe.

Dopo un finale di prima stagione a dir poco eccezionale, i produttori decidono di ripartire proprio da dove ci avevano lasciati, aprendo le danze per un filone storico decisamente di spessore e predestinato ad arrivare molto ma molto lontano.

Olivia Dunham (Anna Torv – The Pacific, Mistresses) è stata trasportata nell’universo alternativo dal latitante William Bell (leonard Nimoy – Star Treck), per comunicarle che molto presto, nel proprio mondo, approderanno molti mutaforma, inviati li per mettersi alla ricerca di un oggetto particolare, grazie al quale potranno dare inizio ad una vera e propria guerra tra i due mondi.
L’unica in grado di poter sventare questa minaccia è proprio Olivia, trovando prima dei nemici l’oggetto tanto ambito, sventando così la possibilità per far rivivere il capo dei soldati mutaforma.

Peter, Olivia e Walter al lavoro

Nel frattempo Walter (John Noble – Scared, Signore degli Anelli) e Peter (Joshua Jackson – Dawson Creek, Cursed), incaricati da Broyles, indagheranno sulla misteriosa scomparsa di Olivia, a seguito del ritrovamento del SUV coinvolto in un incidente stradale nel mezzo del traffico di Manhattan.

La seconda stagione di Fringe cambia decisamente passo e dalle puntate singole e slegate della prima stagione, passa a dare al suo pubblico una storia concreta, fatta di esperimenti scientifici, complessità e inspiegabili misteri. Se i primi 20 episodi sono stati una sonda verso il pubblico o un “approccio laterale” per inserire lo spettatore nel mondo di Fringe, adesso si marca più a fondo, andando a trattare argomenti dal grosso calibro e seriamente importanti.

Adesso c’è in ballo una lotta tra i due universi; qualcosa è già accaduto e molto accadrà tra le due facce della stessa medaglia, scatenando un domino di eventi che difficilmente terminerà in una sola stagione.
Fringe oltretutto muta anche nell’aspetto protagonistico; se nei primi episodi il carattere imperante della serie sono le indagini dell’FBI sulla “scienza del limite“, adesso viene molto meno curata la parte polizesca, portando in primo piano quella scientifica con una messa a fuoco globale sul personaggio di Walter Bishop e sulla sua lenta riconquista della lucidità mentale.

Walter cerca qualcosa nel corpo di un cadavere

Fringe sale di marcia e da un inizio lento e pensato, ottiene uno sviluppo  ENORME, risolvendo in poco tempo numerosi misteri e offrendocene nel medesimo tempo, molti altri assai più indecifrabili e identificabili.
Questa accelerazione si crede sia dovuto alla sofferenza negli ascolti che, data la costante e lentissima scesa, ha convinto la FOX a tirare i remi in barca per Fringe, chiedendo risultati sicuri e qualche numero in più, nonostante,ricordiamo, il posizionamento della serie in un slot molto difficile.
A ciò si crede sia dovuto lo stop di alcuni mesi nel periodo invernale, ma a mio parere non credo che il motivo principe fosse ciò. Una ricorrezione del plot originale mi sembra una opzione improbabile, al massimo si è valutata la verifica dei passi da fare nelle puntate rimanenti, aggiungendo/togliendo qualcosa per rendere allo spettatore la visione più curiosa e interessante. Oltre a tutto ciò, la ripresa ad aprile, pare una normalissima, forse lunga, pausa invernale (NDR:  Secondo mia opinione, il lungo stop è dovuto all’abbondanza di prodotti televisivi in casa Fox, trovando grosse difficoltà nella decisione dei rinnovi stagionali).

The Observer

Se nella prima stagione avevamo criticato la lentezza di Fringe, al termine della secondo non possiamo proprio denunciare la medesima problematica, trovando nella globalità veramente poco lacune su cui appigliarsi. In termini personali considero Fringe una tra le serie più geniali degli ultimi anni, trovando eccellenze in quasi tutte le sue caratteristiche: personaggi, storia e mistero.
I protagonisti, in primis, appassionano sempre più; impariamo a conoscere a fondo i nostri preferiti e notiamo un mutamento protagonistico da Olivia Dunham a Walter Bishop, concentrando così tutto il flusso degli eventi sulle gravi conseguenze delle azioni passate e presenti del dottore, abbandonando quasi del tutto le già viste ricerche terroristiche.

Musiche, atmosfere, misteri tutto perfetto in casa Abrams/Murdock, dimostrando queste eccellenze anche nel nostro paese, ottenendo grande riconoscimento italiano alla serie, (nonostante sia stata trasmessa in orari leggermente variabili e vittima di un doppiaggio osceno, ha riscontrato un sempre crescente numero di spettatori), e consolidando in America il proprio zoccolo duro di appassionati.
Fringe, come è ovvio che fosse, è già stato rinnovato per una terza stagione 2010/2011, ritrovando sempre il solito spazio nel palinsesto del giovedì della FOX (ahimè purtroppo non hanno voluto cambiare slot, convinti che in un giorno meno “STRACOLMO” di concorrenza, possa arrivare molto più in alto).

Una serie fantastica che con qualche certezza in più, potrebbe veramente marcare la storia dei serial televisivi, andando a confluire col tempo un gran numero di telespettatori, nonostante il genere sempre molto particolare.

Voti

  • Effetti visivi : 8
  • Regia : 8.5
  • Audio : 7.5
  • Storia : 8
  • Character : 9
  • Apprezzamento Personale (A.P.) : 9
  • Voto complessivo : 9

Parenthood (2010)

Titolo Originale: Parenthood
Tipo: Serie Tv
Genere: Drama
Anno: 2010 – in produzione
Stagioni: 1+
Episodi: 13+
Durata Episodi: 42′
Nazione: USA
Sito Ufficiale: http://www.nbc.com/Parenthood/
Cast: Peter Krause, Maura Tierny, Lauren Graham, Dax Shepard, Monica Potter, Erika Christensen, Sam Jaegar, Savannah Paige Rae, Sarah Ramos, Max Burkholder, Joy Bryant, Miles Heizer, Mae Whitman, Bonnie Bedelia, Craig T. Nelson
Ideatori: Jason Katims e Ron Howard
Produttore esecutivo: Ron Howard
Network: NBC
Sigla di Apertura: Forever Young di Bob Dylan


Ron Howard (Arrested Development, Frost/Nixon) a distanza di qualche anno dal grandissimo Arrested Development, torna nell’universo televisivo con un progetto complicato e decisamente più serio rispetto a quello precedente.

Il format in questione è Parenthood, un nuovo “family drama”, basato proprio sull’omonimo film di Howard del lontano 1989. Il plot sembra stare molto a cuore a Ron che, dopo il successo al cinema (Conosciuto in Italia con il nome: Parenti, Amici e tanti guai, che vedeva la partecipazione di attori del calibro di Steve Martin, Keanu Reeves, Rick Moranis e Joaquin Phoenix) aveva già tentato nei primi anni ’90 di proporre il progetto come serie tv in chiave comica, non ottenendo però il successo sperato e vedendosi naufragare il progetto dopo solo 12 episodi.

La famiglia di Adam Braverman

A distanza di venti anni, Howard rispolvera il suo vecchio progetto, riscrivendolo sotto il genere “drama” e apportando le giuste variazione di sorta, appoggiandosi al network  NBC, emittente sicuramente più morbida in fatto di ascolti e improntata più sulla qualità e l’importanza della serie che sui grandi risultati.

Parenthood narra le vicende della numerosa famiglia Braverman.
Composta dai due nonni e da 4 figli con le relative famiglie, nella serie viene trattata la vita di ogni singolo nucleo familiare, i problemi di convivenza, la crescita dei figli, i problemi lavorativi e affettivi, intrecciando ad essi i pareri, i supporti e le contraddizioni degli altri familiari..

La famiglia nasce dai due membri più anziani. Zeek Braverman (Craig T. Nelson – Blades of Glory, Avvocato del Diavolo) e Camille Braverman (Bonnie Bedelia – Die Hard, Die Hard 2) hanno quattro figli adulti e vivono in una grande casa nella California del Nord; da qualche tempo il loro rapporto è divenuto un po’ gelido a causa di una anomala sfiducia reciproca, ma essendo sposati da tantissimi anni, non vogliono perdere tutto quello costruito negli anni.

Loro primo genito è Adam Braverman (Peter Krause – Dirty Sexy Money, The Lost Room, Truman Show) un padre protettivo e responsabile, considerato da tutti il più saggio e il primo a cui chiedere consiglio, viene definito un padre modello, ma i suoi problemi familiari sono più profondi che di un semplice litigio o di vizi adolescenziali. Sposato con Kristina Braverman (Monica Potter – Trust Me, Saw), considerata da tutti un appoggio emotivo per la sua sicurezza e tranquillità,  assieme hanno due figli: Haddie, una ragazza adolescente in pieno sviluppo ormonale, e Max figlio di 8 anni affetto dalla Sindrome di Asperger, una sorta di autismo particolare che insidierà nelle spalle dei due genitori un impegno enorme.

Nonno Zeek e la figlia Sarah

Secondo genita è Sarah Braverman (Lauren Graham – Babbo Bastardo, Una mamma per amica) donna da una adolescenza vivace e complicata, ha sposato precocemente una mezza-rockstar, con la quale ha vissuto per anni al giro per l’America, partorendo anche due figli Amber (Mae Whitman – Arrested Development, Boogeyman 2) e Drew. A causa dei problemi finanziari e del divorzio, Sarah, assieme ai figli, è costretta a lasciare la vita a Fresno e tornare a casa dei genitori.

Crosby Braverman (Dax Shepard) è il secondo figlio maschio. Ragazzo di 32 anni senza pensieri in testa, vive in una barca ormeggiata al porto. Attualmente il suo stile di vita è quello di un adolescente cresciuto: lavoro, riposo e divertimento, passando da una donna all’altra e costretto ad una relazione adulta dalla fidanzata, alla ricerca di un rapporto serio. Il mondo in cui vive, verrà scombussolato dall’arrivo di un figlio di 5 anni, di cui non ne era neppure a a conoscenza.

Ultima ma meno importante componente è Julia Braverman-Graham (Erika Christensen – Lie to Me, Six Degrees) è un ambizioso avvocato dalle grandi possibilità di carriera; sposata con Joel Graham (Sam Jaeger – Eli Stone) un ex- imprenditore immobiliare, il quale non appena nacque la loro primogenita Sidney, in accordo con la moglie, ha lasciato il lavoro per occuparsi della casa (Un casalingo), in modo da lasciare alla moglie la possibilità di una scalata carrieristica.

Max, figlio di Adam (un piccolo grande attore)

Il family drama è un genere forse un po’ datato, negli ultimi anni va troppo di più il polizesco, forse per la difficile rappresentazione di una realtà familiare quanto mai veriteria o forse per gli argomenti narrativi già eccessivamente sfruttati.
Per questo si è puntato su una famiglia assai numerosa e capace di una contemporanea pluralità di storie ed eventi paralleli.
La serie, come dire, è ancora un po’ acerba, sta tastando il terreno e tentando di farsi conoscere, senza andare ad mordere subito su una storyline pesante, ma navigando in una normalità familiare quasi divertente. Fin dai primi 13 episodi Parenthood impressiona, diverte e piace, restando nell’animo dello spettatore per la sua rappresentazione aperta dei problemi familiare più moderni e la straordinaria ironia con il quale si affrontano alcune cose.

Parenthood è principalmente una serie alla ricerca della qualità; investendo prima di tutto su cast importante, si notano fin da subito le straordinarie doti degli attori, improntando fin da subito le basi della serie sull’introspezione dei propri personaggi, innalzando come centro di gravità il ruolo dei sempre ottimi Peter Krasue e Lauren Graham.

Se non bastasse questo ad arricchire tutto ciò, possiamo lodare anche i dialoghi, tutti ottimamente scritti, pensati e sviluppati, facendo sprofondare lo spettatore in un’atmosfera di intimità familiare, capace di metterlo a proprio agio e farti sentire parte del Team Braverman.
Un’ironicità senza pari che smorza quel clima di drammaticità  lancia Parenthood come nuovo prodotto della giungla televisiva americana, convinti che sulle spalle forti di Ron Howard, possa divenire qualcosa di diverso dai moderni canoni di drama.

Voti

  • Effetti visivi: 6.5
  • Regia: 8
  • Audio: 7
  • Storia: 7.5
  • Character: 8
  • Apprezzamento Personale: 8
  • Voto complessivo: 7.5

Curiosità

  • La serie inizialmente era programmata per iniziare il 23 Settembre 2009 sulla NBC, ma è stata posticipata a causa della scoperta di un cancro al seno al’attrice Maura Tierney (E.R., Bugiardo Bugiardo). La sfortunata attrice è stata poi sostituita da Lauren Graham per l’interpretazione di Sarah.
  • Il pilot della serie è stato girato nella California del Nord, dove è ambientata la storia, mentre i successivi episodi sono stati filmati a Los Angeles.
  • Parenthood è stato rinnovato per una seconda stagione.
  • Ad oggi è ancora inedita in Italia.

Flash Forward

Titolo Originale: Flash Forward
Tipo: Serie Tv
Genere: Drammatico/Sci-fi
Anno: 2009 – 2010
Stagioni: 1
Episordi:
22
Durata Episodio:
42′
Nazione:
U.S.A.
Sito Ufficiale:
http://abc.go.com/primetime/flashforward/
Cast: Joseph Fiennes, Sonya Walger, John Cho, Jack Davenport, Zachary Knighton, Peyton List, Dominic Monaghan, Bryan F. O’Byrne, Courtney B. Vance, Christine Woods, Michael Ealy, Gabrielle Union, Ryan Wynott, Barry Shabaka Henley, Michael Massae
Ideatore: Brannon Braga, David S. Goyer
Produzione: Brannon Braga, David S. Goyer, Marc Guggenheim, Jessika Goyer, Vince Gerardis, Ralph Vicinanza, ABC Studios
Network: ABC

Iniziò a girare il nome di questa serie già dalla primavera/estate scorsa, tra alcuni indizi e spot virali durante la trasmissione delle puntate di Lost, si cominciò a vociferarne il nome, che, in breve tempo, fu sulla bocca di tutti, dando il via ad una mania colossale tra i sempre affamati spettatori.

Flash Forward, soprannominato fin da subito l’EREDE di Lost, fu sommerso da una campagnia pubblicitaria ENORME, una propoganda virale così esagerata da non averne mai viste. Si diceva: un progetto televisivo sviluppato come uno cinematografico, un serial che dalle prime bozze si assicurava sarebbe durato SETTE STAGIONI (nella peggiore delle ipotesi TRE), uno sci-fi nuovo e pronto a subissare e proseguire la lost-mania che, già dai primi secondi di pilot buttati in rete, aveva causato un clamore tale da far impazzare tutti.
Il prodotto scaturì una curiosità generale da record, talmente impressionante che, addirittura in Italia, per la prima volta nelle nostre reti, si è avuto un’anteprima televisiva a distanza di pochi giorni da quella americana, tutto ciò grazie ai responsabili di Fox italia che si erano così convinti sul progetto, da spendere qualche soldo in più per la trasmissione e il doppiaggio immediato di questo telefilm.

C’è da dire che il botto iniziale di Flash Forward non fu affatto male, ottenendo addirittura una bella fetta di ascolti al suo debutto e una graduata costanza per i mesi successivi, convincendo ABC ad arrivare a ordinare addirittura VENTICINQUE episodi per una prima stagione.

Il Black Out miete centinaia di vittime innocenti

Ma si sa, quando viene creata troppa aspettativa su qualcosa di ambizioso, rigorosamente ne usciremo delusi, costringendoci ad abbandonare prima del tempo la visione del prodotto, quasi come se fosse una presa di giro continuare.

Dopo qualche mese di trasmissione, FF comincia ad avere le idee confuse, propinandoci sequele di puntate inutili e un incertezza talmente grande da far vacillare le rigorose certezze che ABC aveva investito nel progetto.
E fu così che dopo solo ben 10 parti di catastrofico NULLA, il network di casa Disney, stoppa la produzione per una ufficiale riorganizzazione creativa, costringendo gli show-runner e riscrivere parte della sceneggiatura.

Flash Forward si ferma per addirittura 4 mesi, posticipando addirittura il season-finale (programmato per il 29 aprile) e raggruppando parte degli episodi ordinati in puntate doppie.
Probabilmente sarà stata la troppa pressione, la grande disperazione di ABC dovuta alla futura perdita di una fetta grossa di pubblico derivato da Lost, a costringere il network a spingere troppo sulle spalle della produzione, causando un via-vai enorme di show-runner e produttori e un putpourrì tale da trovarsi a 3 episodi dal termine (dopo due mesi dalla ripresa, e successivamente a diversi episodi finalmente DECENTI, precisamente il 14 Maggio) la scure del boia sulla testa che annunciava la cancellazione della serie dal palinsesto, con un grande sospiro di sollievo da parte del pubblico di casa.

TRAMA

Il 6 Ottobre 2009 un evento misterioso ha causato la perdita dei sensi di ogni persona presente sulla Terra per 2 minuti e 17 secondi. Durante questo Black Out ogni persona ha potuto vedere il proprio futuro, una premonizione (flash forward), di durata eguale al black out, mostrando  ad ognuno cosa farà a sei mesi da oggi, più precisamente alla medesima ora del 29 Aprile 2010.
La perdita di sensi e il flash forward derivatone, oltre a causare la confusione e la paura totale, ha terminato migliaia di vite innocenti, costringendo l’FBI a istituire una squadra speciale di investigazione sul misterioso evento. A capo di questa operazione c’è l’Agente Speciale Mark Benford (Joseph Fiennes – Il mercante di Venezia, Killing Me Softly) che, proprio nella sua premonizione, si era visto a capo della task force investigativa sui flash forward.

Quale è il mistero dei black out? Strana causa naturale o un attacco terroristico di massa? E sopratutto accadrà di nuovo? Chi lo sa, complimenti a chi riuscirà a scoprirlo.

Agent Benford & Agent Noh

Come valutazione c’è da dire veramente poco. Flash Forward non possiede niente di particolare o di rilievo. Un cast veramente deprecabile rende noiosa, prevedebile e patetica tutta la storia, per non parlare dell’interazione tra i personaggi, scoscante e stupida, che dimostra come, a volte, la mancanza di un attore/personaggio fulcro per la serie renda il tutto floscio e privo di mordente.
Un vero peccato per uno script che, sulla carta, avrebbe una elasticità storica e uno sviluppo veramente enorme, contornato da una giusta atmosfera mistery e da un gruppo di personaggi che sanno fare il lproprio mestiere, potrebbe veramente diventare un nuovo pilastro televisvo.
Ma così non avviene per quest’anno, presentando un prodotto veramente di bassa lega, peggiorato dall’enorme campagna pubblicitaria effettuata, che non ha fatto che portare sdegno e delusione al pubblico televisivo.

Sono sicuro che nel giro di qualche anno, passato tutto il clamore e l’odio, qualche produttore di successo riprenderà in mano lo scipt di Flash Forward, ricostruendoci sopra un remake degno dell’idea geniale su cui è fondato, portando in auge un prodotto dall’enorme potenziale.

Cast/Personaggi

  • Mark Benford (Joseph Fiennes) è un Agente dell’FBI a capo delle indagini sul black out globale, nel suo FF ha visto che stava indagando sui fatti del 6 ottobre e stava cadendo vittima di un imboscata.
  • Demetri Noh (John Cho – American Pie, In Good Company) partner di Mark, sono amici da anni e con lui indaga sul black out. Nella sua premonizione non ha visto nulla.
  • Lloyd Simcoe (Jack Davenport – I love Radio Rock, Pirati dei Caraibi) è un fisico laureato a Stanford, conosciuto nel proprio settore assieme al suo fidato amico e collega Simon, durante il black out stava eseguendo un esperimento di enorme importanza sullo scontro delle particelle, si ritiene causa del black out.
  • Simon Campos (Dominic Monaghan – X-men Origins, Il Signore degli Anelli) è uno scienziato dalle enormi conoscenze, partner di Lloyd, collabora anche con l’FBI per  la risoluzione del mistero dei FF.
  • Olivia Benford (Sonya Walger – Lost, Terminator: The Sarah Connor Chronicles) è la moglie di Mark e importante chirurgo nell’ospedale di Los Angeles.
  • Stanford Wedeck (Courtney B. Vance – Law&Order:Criminal Intent, Misure Straordinarie) è il Diretto dell’ufficio dell’FBI di L.A. e grande amico di Benford.
  • Janis Hawk (Christine Woods – CSI, How i meet your mother) è un’agente speciale dell’unità che segue il black-out, amica da anni con Demetri nella sua previsione vedrà che tra sei mesi sarà incinta di un bambino.
  • Marshall Vogel (Michael Ealy – Miracolo a Sant’Anna, Sette Anime) è un agente della CIA che collabora con l’FBI per il caso dei Flash Forward.
  • Zoey Andata (Gabrielle Union – Life, Cadillac Records) è la fidanzata di Demetri e nella sua premonizione vedrà che starà sposandosi con lui in un spiaggia caraibica.
  • Dyson Frost (Michael Massee – 24, Revelations) è uno scienziato che per anni ha fatto esperimenti sulle premonizioni.

Voti

  • Effetti visivi : 6.5
  • Regia : 7
  • Audio : 6
  • Storia : 5
  • Character : 5
  • Apprezzamento Personale (A.P.) : 5
  • Voto complessivo : 5.5